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BRAKING NEWS: leggera scossa avvertita nel cremonese.
Più o meno alle
23:30 di ieri sera, un lieve sisma si è abbattuto sul palato di un
giovane a cena nel cremonese. L'epicentro sembra sia da ricercarsi nel
dolce: acquerello alle creme con gelato al torroncino e liquore Strega.
Non ci sono state vittime e nemmeno danni importanti alle cose, solo una
grande paura dei commensali colti di sorpresa da quel repentino
terremoto gastronomico. Ad oggi, quindi, si aggiunge un nuovo
abbinamento alla lista dei monitoraggi tellurici preventivi che,
lo ricordiamo, sono: pistacchio e fondente, arancio
candito e cannella, cioccolato e carote, lavanda e zucchine, radicchio rosso e taleggio,
funghi porcini e ceci, scamorza e zucchine, in ultimo, tartufo e tutto.
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Un'ora per un uovo squacquerone
Bisogna
procurarsi un termometro da cucina e un'ora di pazienza. Serve anche un
uovo e un pentolino con dell'acqua bollente. Misurate la temperatura
dell'acqua fino al raggiungimento dei 65°C, poi buttateci l'uovo.
Smanettate con la manopola del gas alzando, abbassando o spegnendo la
fiamma in modo da mantenere costanti i 65°C. Dopo un'ora circa l'uovo
sarà pronto e, visto che a questa temperatura coagulano solo alcune
delle proteine dell’uovo, l'albume avrà una consistenza incredibilmente
morbida mentre il tuorlo sarà cremoso.
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Trilogia di penne ripiene su fogli di parmigiano
Frullare rucola e
ricotta. STOP. Frullare peperone rosso e squacquerone. STOP. Frullare
zucchino e branzi. STOP. Cuocere pasta. STOP. Disporre foglio parmigiano
su piatto. STOP. Siringare ripieni dentro penne. STOP. Adagiare penne su
foglio parmigiano. STOP. Filo extravergine. STOP. Poco pepe. STOP.
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Il
birrificio di Lambrate secondo Bukowski
Io non ci ho mica
niente contro 'sto birrificio a Lambrate. anche se è troppo lontano
dall'ippodromo e un pezzo di sorca, anche di scarto, che accettasse da
bere da me non ce l'ho mai trovata. Niente da dire come posto, straccia
tutte le topaie zeppe di avvinazzati che frequento di solito, ma non va
bene per uno come me, dico per uno che vuole tracannare birra in santa
pace e non far coda al cesso quando ci ha da pisciare... non puoi stare al bancone a scolarti
la tua pinta
tranquillo, c'è sempre un circo di giovani sbarbati che non reggono
l'alcool e vomitano. Certo ci sono un sacco di belle patonze, non c'è
che dire, da rifarsi gli occhi... ma 'ste troie sembra che ce l'hanno d'oro e sono
sempre troppo
impegnate a farsi rimirare piuttosto che pensare a scopare. poi, come ho
già detto, a me non mi filano sicuro. ovvio. un vecchio ubriacone come
me non c'ha speranze, finisce sempre col dire qualche porcata e farsi
cacciare dal locale. anche se qualche buona palpata ci scappa. Così,
visto che il più delle volte va a finire che rimango a gola asciutta e
col cazzo dritto, a questo birrificio ci ronzo attorno la mattina. ci
compro la birra e basta, poi torno a casa. anche se pagare più di quello
che sgancio di solito per comprare 'sta acquetta leggera e senza corpo, ci puoi scommettere,
mi fa girare le palle! per questo quando torno a casa con una cassa per
braccio, per riprendermi dal giramento, mi metto a guardare dalla finestra i miei vicini falliti che sudano nel
falciare il giardino, mentre io bevo un goccio, sento Wagner e mi faccio
una sega che quasi mi sembra di fottergliele per davvero le mogli.
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Una cena Ai Santi
Salsa di
ceci con pecorino sardo e olio extravergine. La piccola crespella al
gorgonzola e ristretto al porto. Filetto di manzo irlandese al pepe rosa
e crostone di polenta di farro. La crema bruciata al pistacchio. Valpolicella classico
Allegrini. Acqua gassata. Caffé. E IL MIO CERVELLO CHE RILASCIA
ENDORFINE.
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Un risotto alla zucca secondo la scuola marchesiana
Sono un oppositore dei
risotti fatti con brodi pesanti e mantecature a base di formaggi
monopolisti di sapore. Per bagnare il risotto alla zucca uso solo
acqua salata, dado da cucina jammais, e poi una mantecatura leggera a base di burro. Il risultato
è un risotto delicato e saporito, che non sa di brodo o di formaggio
ma esalta clamorosamente la cucurbitacea. Hourra!
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La mia prima torta di mele
4 mele, 180g di
farina, 150g di zucchero, 2 uova, 30g di burro, 7cl di latte, la buccia
di 1 limone, 1 cucchiaino di lievito per dolci e 45 minuti di forno a
170°C.
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Qualità/prezzo nell'enogastronomia
L'aumento progressivo della qualità,
nel mercato enogastronomico, corrisponde spesso a un aumento iperbolico
del prezzo.
È accettabile
comprare il vino A, quando questo è migliore di uno B, ma costa il
doppio pur non essendo doppiamente più buono? Dipende tutto dalle tasche
del compratore, ma è chiaro che se ci fosse un vino C, con prezzo di B e
la qualità di A non ci sarebbero dubbi sull'acquisto. Tirando le somme:
il prodotto con il miglior rapporto qualità/prezzo, anche se non sempre
è il migliore in fatto di emozioni palatali, è quello che nel maggior
numero di casi fa la felicità del consumatore.
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Focaccia alle cipolle del pozzo
Maliziosamente
fragrante mi stupisce ogni volta con un piccolo orgasmo del gusto. La
prima volta? (sospiro) ho scoperto l'America! Certo che però ha anche i
suoi lati negativi: dopo di lei mi evitano tutti come un monatto.
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Overdose di zaferano con zucchine
Preparare la pasta
all'uovo sbilanciando le proporzioni dell'impasto a favore del tuorlo (1
uovo ogni 100gr di farina + 1 tuorlo). Cuocere in acqua salata con
aggiunta di zafferano e scolare al dente. Soffriggere extravergine e
cipolle, aggiungere uno zucchino a dadi e altro zafferano. La panna da
cucina (poca) è facoltativa, un pizzico di pepe e una grattata
di parmigiano, invece, doverosa.
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Gnocco fritto e culatello
Un'orgia di culatelli
e gnocco fritto, una damigiana di brunello di montalcino e una baldracca
che mi scopa ad oltranza finché non muoio: ecco come ho sempre
immaginato il suicidio. O così o non se ne parla!
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La filosofia napoletana della pizza
Classica
forma tondeggiante, ma con un diametro entro i 35 cm. Il bordo esterno,
detto anche cornicione, dev'essere alto 1 o 2 cm. Dalla farcitura
centrale, catterizzata da una pasta alta 0,3 o 0,4 cm, deve spiccare il
rosso del pomodoro, a cui si è amalgamato l'olio, e il bianco della
mozzarella a chiazze più o meno ravvicinate. Il latticino,
tradizionalmente mozzarella di bufala o fior di latte campano, dev'essere
ben sciolto e filante, in più, non deve presentare rinsecchimenti e
bruciature. La consistenza della pizza deve essere morbida, elastica,
facilmente piegabile e tenera al taglio. La cottura dev'essere fatta
esclusivamente in forni a legna, dove si raggiunge una temperatura di
485 °C. Rigonfiamenti irregolari del cornicione sono accettati, come
anche venature d'olio (se a crudo), mentre qualche foglia di basilico e
un pizzico di pepe sono opzionali ma ben accetti.
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Pappardelle con zucchine e pepe verde
Sinossi: pappardelle fresche scottate nella salsa di panna e
zucchini. Questi ultimi, soffritti in olio extravergine con mezza cipolla
e tagliati a dadini. Una
grattata di parmigiano e un'esagerazione di profumatissimo pepe verde.
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Panino al crudo con scaglie di grana e pepe nero
È il mio tradizionale
strafogamento da film in prima serata. Solitamente si accompagna a una
birra Menabrea ambrata formato famiglia. Ogni tanto c'è l'evoluzione con
il parmigiano e il culatello, ma solo se il film è da oscar.
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Battesimo di risotto ai piselli pestati
Rinunci a
Satana, a tutte le sue opere e a tutte le sue seduzioni? RINUNCIO! Rinunci alla
tentazione di un risotto in bianco? RINUNCIO! Rinunci ai legumi
interi e solitari, falsi profeti del gusto? RINUNCIO! Credi al
miracolo della moltiplicazione dei piselli? CREDO! Credi
che un brodo pesante e una mantecatura troppo formaggiosa siano frutto
del male e del peccato?
CREDO! Credi nei piselli pestati, portatori di colore e diffusori di
sapore? CREDO! Credi anche in un pizzico di pepe? CREDO! E
allora io ti battezzo nel nome dell'arboreo, del carnaroli e del vialone
nano.
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